Pubblichiamo l’ultimo “rapporto” che ci arriva dalla Cina da Giuseppe Foresi, per la rubrica “Un GASista in Cina”.

Ringraziamo di cuore Giuseppe per averci reso partecipi in qualche modo di questo suo viaggio e soggiorno in Cina!!

 

RAPPORTO N. 12 AGENTE GF DEL 15.11.11

Cari amici del GAS,
ritorno stamattina in ufficio dopo la pausa domenicale, pausa si fa per dire, perche` questa domenica non ho lavorato in ufficio ma sono stato in missione speciale, segretissima, al centro commerciale di China Plaza. Un colpo allo stomaco da non dimenticarsene piu`!
Ma prima lasciatemi ringraziare Roberto, Mauro, Carla, Lorella, Fabrizio, per le belle parole inviatemi in questo weekend. Messaggi, insieme a tutti gli altri che ho ricevuto, che mi hanno fatto annullare i 10.000 km di distanza che mi separano da voi e dalla mia famiglia. Soprattutto hanno dato continuita` alla mia matrice culturale, hanno evitato che mi sentissi un marziano sbarcato in un pianeta in pieno delirio consumista. Grazie pure per gli aggiornamenti sul nostro caro Silvio. Si Mauro, lo sapevo gia` che sarebbe successo, ma in cuor mio speravo di poter festeggiare insieme a voi di persona. Ma lo abbiamo comunque fatto! Ovviamente sapete che questo e` solo primo passo, ora bisognera` ricostruire, e non sara` affatto semplice…
Ma andiamo con ordine.
Domenica avevo appuntamento con il mio amico Man alle 14,00 per andare con lui per trovare qualcosa da regalare in vista del mio ritorno. Sapevo che Man ha qualche problema a rispettare gli appuntamenti…, quindi aspetto le 14,30 per ricordaglielo. Mi dice 10 minuti e scende… Lo richiamo alle 15,00…, nessuna risposta. Allora vado alla hall del Garden e aspetto, e guardo quello che mi succede attorno. Il Garden e` un grande Hotel internazionale, bellissimo, ma dovrebbe essere di proprieta` statale, oppure di qualche grande cooperativa. Di fatto, soprattutto nel weekend, si affolla di cinesi normali, non uomini di affari, ricchi, o appertenenti alla nomenclatura. Gente normale, ben vestita ma non esageratamente. Dovrebbero essere i soci di questa grande cooperativa che vengono in citta` per i lori acquisti, sostano in questo grande albergo probabilmente con prezzi ridotti. Una signora, insieme ad un gruppetto, aspetta qualcuno nello spazio a cio` riservato, in comode poltrone. Ha uno shopper che mi colpisce: vi si celebra il 90` anniversario della presa del potere, 1921/2011. Nel bel mezzo una grande falce e martello! Quante contraddizioni in quello shopper…, poi mi spieghero` meglio. Non la porto per le lunghe, ma dopo altri tentativi di contattare Man, andati a vuoto, decido di avventurarmi al centro commerciale da solo: certamente una impresa difficile e rischiosa, soprattutto per me!
Trovarlo e` stato semplice, 20 minuti di camminata, in una corrente di gente che non lasciava dubbi sul percorso.
Quando il centro commerciale gia` si intravedeva, alla mia destra una serie infinita e ininterrotta di piccoli e grandi negozi di telefonia.Saranno stati cinquanta negozi, grandi e piccoli,per un totale di 500 metri di negozi, I Pad, I Phone, ed altre diavolerie. Gremitissimi di gente, eta` massima 30 anni. Tutti a comprare, neanche fossero stati i forni in tempo di carestia. Era solo il prologo di quanto mi aspettava al centro commerciale. Il fiume di gente era sempre piu` compatto, i ranghi serrati, all`ingresso molti si fermavano all`esterno nella base operativa della CAT che aveva organizzato un evento dal vivo con musica rock che faceva vibrare le pile di scarpe fino a farne temere il crollo. Ma i piu` puntavano diritti alla scala mobile di ingresso, necessariamente il letto del fiume si retringeva e la corrente diventava tumultuosa, tra qualche spintone sono riuscito a poggiare i piedi sul primo gradino, entro. Il muro umano era ancora compatto, cerco una direzione che sembrasse rassicurante, niente, non ce n`erano. Ne prendo una a caso, per fortuna dopo momenti interminabili di panico la corrente si dirama ancora in un delta che lascia sperare di placarsi in un improbabile grande mare. Sapevo che ai piani superiori c`erano solo griffe, invece il mio obiettivo erano i piani inferiori dove c`era la merce locale piu` a buon mercato. Quindi appena trovo una scala mobile che scende, non esito a prenderla. La marea umana non si e` placata ed io sono sul mio obiettivo!!! Devo sguazzarci dentro. Faccio appello alle mie doti di resistenza, e fattomi coraggio, mi butto… Gli spazi 阿头鱼 (scusate)attribuiti ai vari negozi, non hanno una logica. Si comincia con l`abbigliamento, dolciumi, borse, profumi,giocattoli, e poi ancora abbigliamento. Una Babele commerciale! Senza ordine, nel caos totale.
Ci sono negozi di meno di 4 (dico proprio quattro) m2 ed altri di 100 m2 e piu`. Negozi di orificeria mescolati in un mare di abbigliamento,con sparsi qua e la` fast food di ogni tipo: dagli omnipresenti Mc Donald ai meno conosciuti fast food orientali che presentano cibo ovvio ed altro cibo di origine sconosciuta.Tutti mangiano spendendo l`equivalente di 2 euro in su. Spinto dalla corrente, arrivo in una ansa senza sbocco. La luce si fa fioca, il rumore man mano piu` assordante. Dalla penobra comincio a focalizzare molteplici schermi e di fronte, improbabili guerrieri, impegnati in una guerra tanto sanguinosa quanto virtuale. Chi gesticola con invisibili clave, chi con pistole, mitragliatrici, frecce. Il tutto prende corpo sugli schermi. Capisco che la battaglia comprende gruppi di guerrieri, dagli sguardi di approvazione o sconforto, che si scambiano tra di loro.
Lascio sbigottito questo campo di orrendi massacri, e mi ritrovo al centro di una spericolata corsa automobilistica. Nell`ombra i piloti, seduti su sedili con poggiatesta e casco. Una pedaliera vera e un rombo da autodromo.
I sedili vibrano, si muovono, i piloti sono tesi, impegnati, il viso contratto…

BASTA!!! NON NE POSSO PIU`!!!
SCAPPO NEL BUIO...

Ritorno nel piu` “rassicurante” caos del centro commerciale. Cerco una via d`uscita. La trovo.., mi ci tuffo. E mi ritrovo all`esterno, in un posto diverso da quello da cui sono entrato. Mi rendo conto solo ora che stavo sotto una strada e sotto una piazza, non piu` sotto il palazzo. La piazza e` China Plaza. Grandissima, credo 10 volte piazza XX Settembre.
Superbe statue di bronzo raffiguranti combattenti eroi della rivoluzione, in pose plastiche, si ergono a baluardo. Quasi a proteggere gli inermi e fragili cittadini che popolano la piazza. Famiglie a spasso con i figli che giocano con i pattini a rotelle. In una parte della piazza, giovani con gli skates, abbigliati con le braghe calanti, che provano i loro numeri. Giovani omologati ai nostri skeitanti. Sono una nicchia della Cina di oggi. Sicuramente non la peggiore. Mi fa` piu` paura la “brava gente” che dopo aver lavorato tutta la settimana senza riposo, sta` sotto la piazza a “godersi” la meritata ricompensa, alimentando la macchina del consumo.
Ripenso ai parchi: frequentati quasi esclusivamente da anziani, dove fanno ginnastica, passeggiano, cantano, stanno insieme e non spendono un reminbi. Sono contenti e soddisfatti. Poi se ne tornano a casa a gruppetti, barcollanti, appoggiandosi ai loro bastoni.
Sembrano altrettanto soddisfatti gli abitanti del centro commerciale. Terminati i loro acquisti, se ne ritornano a casa con i loro sacchetti, accalcati nella subway, che li divora senza mai saziarsi.

Dopo tanto camminare e tanto stress, penso di fare troppa fatica a tornare a piedi, anche io mi lascio ingoiare dalla subway. Prendo l`ultimo vagone, il meno affollato. Guardo la cabina vuota del conduttore: 10 kmh, 30, 50, 70, 75 kmh, qualche secondo e ricomincia a rallentare, …finalmente sono arrivato!

Che domenica ragazzi!!!

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